DOLORE CRONICO

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Con Dolore Cronico si intende un dolore che è presente da 3 o più mesi e la sua particolarità è che non c'è un collegamento tra dolore e danno fisico.

Una rete di neuroni molto fitta , in primo piano c'è una sinapsi neuronale

Quindi si può provare dolore anche quando non è più presente il danno fisico che l'ha causato. Ma come è possibile?

L'Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) definisce il dolore come:

"Un'angosciante o stressante esperienza associata ad attuale o potenziale danno tissutale, con componenti emozionali, sensoriali, cognitive e sociali."

Questo significa che il dolore, oltre ad essere legato ad una problematica fisica tissutale, è strettamente dipendente dalla sfera emozionale psicologica e sociale; da cui nasce la visione bio-psicosociale del dolore.

Come si spiega tutto questo?

Quando una persona prova dolore intenso, ripetutamente e per molto tempo avviene un fenomeno chiamato Sensibilizzazione Centrale. In questi casi i neuroni incaricati di trasmettere il dolore subiscono una trasformazione a livello fisico-chimico ed entrano in uno stato sensibilizzato in cui rispondono in maniera esagerata agli stimoli.

Può succedere che anche per stimoli normalmente non dolorosi una persona senta dolore, questo perché a livello neurologico la sensazione viene interpretata come dolorosa.

Inoltre in questa condizione vengono liberate sostanze nel Sistema Nervoso Centrale che stimolano i centri dell’Amigdala responsabili della coloritura emotiva del dolore e delle emozioni negative come ansia, paura e catastrofizzazione.

Ecco perché quando si ha a che fare con un paziente che ha sofferto a lungo è fondamentale considerare tutte le sfere fisiche, psicologiche e relazionali del dolore.

In caso di problemi rivolgiti ad un professionista Esperto