RESEZIONE DELLA PRIMA FILIERA DEL CARPO

La mano ti crea problemi?

RICHIEDI UNA CONSULENZA GRATUITA

La resezione della prima filiera del carpo, chiamata anche “carpectomia”, è un'operazione chirurgica che modifica e semplifica l'articolazione del polso, in genere permette di mantenere una buona mobilità (anche se con alcune limitazioni) ed ha soddisfacenti risultati a lungo termine sul dolore.

Filiere della mano in 3d viste da vicino, sono evidenziati in blu lo Scafoide, il Semilunare ed il Piramidale)

L'intervento è indicato nelle fratture/lussazioni complesse della prima filiera del carpo, nel collasso carpale secondario ad eventi traumatici non recenti che hanno determinato una destabilizzazione irreversibile delle ossa della prima filiera, nella chirurgia della contrattura spastica della mano ed in quella dei reimpianti e degli esiti di gravi ustioni.

Viene eseguita rimuovendo delle piccole ossa a contatto con il Radio: Scafoide, Semilunare e Piramidale (a seconda dei casi possono variare) creando una nuova articolazione Capitato-Radio.

Le ossa del carpo viste dal lato ulnare, sono evidenziate le ossa che vengono rimosse nella resezione della prima filiera del carpo (scafoide, semilunare e piramidale). Per completezza informativa è stato indicato anche il Capitato.

L'intervento è indicato nelle fratture/lussazioni complesse della prima filiera del carpo, nel collasso carpale secondario ad eventi traumatici non recenti che hanno determinato una destabilizzazione irreversibile delle ossa della prima filiera, nella chirurgia della contrattura spastica della mano ed in quella dei reimpianti e degli esiti di gravi ustioni.

Viene eseguita rimuovendo delle piccole ossa a contatto con il Radio: Scafoide, Semilunare e Piramidale (a seconda dei casi possono variare) creando una nuova articolazione Capitato-Radio.

Solitamente l’intervento viene eseguito in anestesia del braccio con incisione dorsale del polso, vengono rimosse le ossa della prima filiera (a seconda del caso) ed il Capitato viene poi posizionato nella fossetta dove era alloggiato il semilunare: tale posizione può essere stabilizzata anche con mezzi di sintesi rimovibili.

L’immobilizzazione prevede una valva gessata in media per 2-3 settimane e successivamente un tutore termoformato.

Le complicanze generiche post intervento possono essere:

  • Cicatrici: potranno comparire delle alterazioni della cicatrizzazione come la ipertrofia, la diastasi (allargamento) o la pigmentazione anomala.
  • Gonfiore: per alcune settimane o mesi sarà presente un edema nella zona operata e/o nelle zone ad essa contigue.
  • Potranno rimanere delle aree di iper/ipocromia (alterazione della normale colorazione cutanea) nella zona operata o in zone ad essa contigue.
  • Infezione: se dovesse svilupparsipuò eventualmente complicare ogni trattamento chirurgico, può insorgere nell'immediatezza o a distanza di tempo dall'intervento.
  • Accumuli ematici: fluidi organici o sangue possono accumularsi nella zona trattata come conseguenza dell'intervento chirurgico, talvolta è necessario procedere con un drenaggio per aspirare questi liquidi.
  • Algoneurodistrofia: rara complicanza che può svilupparsi a carico della mano operata con conseguente dolore, edema ed altre alterazioni a carico dei tessuti molli ed ossei (vedi articolo specifico su questa patologia presente sul sito).

La Fisioterapia ha come obiettivi principali la riduzione dell'edema, il recupero articolare (per quanto consentito dalla neo-articolazione), la riduzione del dolore, rinforzo muscolare specifico della muscolatura della mano e la promozione di una corretta funzionalità dell'arto superiore.

Vista la particolarità dell'intervento, la sua invasività e le molteplici possibili complicanze, consigliamo di affidarsi a professionisti medico sanitari regolarmente abilitati e specializzati nell'ambito della mano e dell'arto superiore.

In caso di problemi rivolgiti ad un professionista Esperto